Il messaggio dell’Arcivescovo per la Pasqua 2018

STEMMA MAZZOCATO DIOCESI UDINECari Fratelli e Sorelle,

pochi giorni prima di vivere la sua Pasqua di morte in croce e di risurrezione, Gesù risponde ad alcuni che volevano conoscerlo, e lo fa raccontando la parabola del «chicco di grano». Il chicco di grano – si sa − racchiude in sé il germe della vita, ma per essere fecondo e portare frutto deve accettare di morire nel buio della terra.

Guardiamo a Gesù come al chicco di grano che ha accettato di entrare dentro la nostra umanità che è come terra spesso fredda e buia a causa delle troppe miserie e peccati. Nel suo cuore e nel suo corpo, ricevuti da Maria, egli racchiude l’Amore che vive nella Comunione eterna con Dio Padre nell’unico Spirito Santo. È quell’Amore che Gesù ha portato dentro l’inferno del male che corrode la vita di noi uomini fino all’estrema sconfitta della morte. Senza rispondere al male con il male, Egli si è consegnato ad un’ingiusta condanna, agli insulti e agli sputi, alla disumana esecuzione della crocifissione fino ad essere pietosamente posto in un sepolcro, in compagnia di tutti i morti della storia umana. Dal sepolcro, il mattino di Pasqua, è risorto e il suo corpo e il suo cuore sono rifioriti, trasformati dall’Amore.

Come il chicco di grano, Gesù ha generato una meravigliosa spiga con tanti altri chicchi: sono i santi. Essi si sono affidati a Gesù che col suo stesso Spirito d’Amore ha trasformato il loro cuore. Forti di questo amore, si sono spesi − senza calcoli − per i fratelli più poveri affrontando il male che c’è nel mondo. Senza paura della morte, hanno dato la vita per portare l’Amore di Gesù e in Lui sono morti, sicuri di risorgere anche con Lui nella Vita iniziata il mattino di Pasqua.

Attraverso i santi noti e i santi nascosti, Gesù continua la sua vittoria dell’Amore sul male e la morte.  È una vittoria silenziosa perché il chicco di grano marcisce nel silenzio sotto terra, e nel silenzio germoglia la spiga ricca di frutti. Tranne che per qualche felice eccezione, non se ne accorgono i mezzi di comunicazione. Ma Gesù morto in croce e risorto continua a vincere in tanti cristiani che si lasciano trasformare il cuore dal suo Amore potente e lo diffondono con fedeltà quotidiana.

Cari fratelli e sorelle, l’augurio di Pasqua che faccio a me e a voi è di essere pure noi uno di quei chicchi di grano che, coesi a Gesù, hanno la gioia di partecipare alla sua lotta vittoriosa contro il male e la morte, spendendoci per i fratelli. Saremo una piccola fiammella di speranza che non si spegne di fronte ad alcun male. Buona e santa Pasqua.

+ Andrea Bruno Mazzocato

Arcivescovo di Udine


fonte: http://www.diocesiudine.it

 

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