Sacerdote per sempre!

SACERDOTE PER SEMPRE! CHE GRANDEZZA!

don Carlo e don Nicola

Carissimo don Nicola, che grandezza!

Qualche volta mi sono sentito dire, in modo un po’ umoristico o canzonatorio: “A voi preti vi va sempre bene, anch’io avrei dovuto fare il prete …”

Io di solito rispondo che sì, è vero, a noi va proprio bene e che se qualcuno vuole … in seminario c’è posto! Perché ci va così bene? Per un dono di grazia, perché, per la vocazione che viviamo, per il nostro fare il prete, siamo sempre ributtati, lanciati, sfidati, coinvolti, spinti nel mistero della vita, della bellezza, della drammaticità, della preoccupazione, della speranza e dell’assenza di speranza degli uomini.

Cosa c’è di più interessante di una vita continuamente sollecitata ad avere a che fare con le persone e con Dio? Una vita da vivere assieme a Lui? Nell’avventura, mai conclusa e sempre viva, anche se qualche volta trascurata, di cercarLo (essere cercati), riscoprirLo, reincontrarLo (essere nuovamente incontrati da Lui), riconoscerLo e liberamente seguirLo?

E’ una posizione umana vertiginosa. Il cuore di ogni persona l’ha desiderata almeno una volta: il desiderio di dare tutto, ma proprio tutto, per lo scopo più grande che la vita possa darsi.

Certo, non basta dirlo. Il male e la tentazione di fare altro di più comodo ci sono sempre, continuamente. E’ evidente che non ce la facciamo, che non ne siamo capaci se non in piccolissima parte. Ma non siamo lasciati soli: c’è la grazia dei Sacramenti e ci sono i “luoghi” buoni che Lui ha fatto per noi, in cui ci ha messi, che hanno nomi diversi (comunità, amici veri, gruppo di …, fraternità, parrocchia, cammino, movimento …) ma che tutti possono essere riassunti nel nome “Chiesa”: luogo di unità di persone nella Sua presenza.

Uno dei miei maestri, don Luigi Giussani, interrogato ad un corso di esercizi per sacerdoti su quale fosse la caratteristica più importante per un prete rispose: «Che sia veramente uomo!». Sì, il primo scopo della vita è essere veramente uomini. E Gesù è venuto perché nessuno conosce l’uomo come Lui. Non c’è niente altro che risolva pienamente la propria domanda umana, soprattutto di fronte alle difficoltà. Non si può barare con se stessi. E come potremmo essere testimoni di qualcosa se non fossimo uomini con almeno un piccolo fondamento certo della nostra Speranza e della Sua compagnia?

Sacerdote per sempre! Senza merito investiti da questa grande grazia! Nonostante i nostri errori.

Ridiciamo con Charles Peguy:

… Perché egli è venuto?
Perché è venuto al mondo?
Bisogna credere, amico mio,
che io ho una certa importanza,
io un uomo da niente …

Un Dio, amico mio, Dio si è scomodato,
Dio si è sacrificato per me.

Ecco il cristianesimo …

don carlo Gervasi

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