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La carità

bambini etiopiADOZIONI A DISTANZA
PROGETTO ETIOPIA
 

(Proposta durante le celebrazioni del 10 e 12 aprile 2010)

 

Buongiorno/Buonasera a tutti.
Vorrei ringraziare Don Sergio, Don Paolo, Don Franco ed il gruppo missionario che hanno dato piena disponibilità nell’accettare e promuovere l’iniziativa “Progetto Etiopia”.
La Comunità qui presente che ci accoglie.
Don Sergio vi ha descritto nei dettagli la collaborazione che abbiamo avviato con il vescovo di Emdibir e la sua Diocesi, del finanziamento per la costruzione di una parte della scuola di Shebraber, piccolo villaggio ad est di Emdibir, io, Rocco per quanti non mi conoscono, ho il compito, quale volontario, di presentarvi il Centro Aiuti per l’Etiopia che curerà le adozioni a distanza dei bambini che frequenteranno questa scuola.

Il Centro Aiuti per l’Etiopia è...

un’Associazione che nasce nel 1983 su iniziativa di Roberto Rabattoni.

A carattere strettamente assistenziale, opera al fine di promuovere la cultura della solidarietà a favore di migliaia di bambini che sono vittima di carestie ed epidemie ricorrenti per l’assoluta mancanza di risorse alimentari e di strutture sanitarie adeguate. Si occupa di progetti che hanno per obbiettivo l’educazione, l’istruzione, l’assistenza sociale e sanitaria a favore delle popolazioni povere d’Etiopia.

Il fine dell’associazione è quello di tradurre la solidarietà delle persone in interventi concreti, verificabili e soprattutto funzionali alle esigenze primarie della gente etiope.

Nel corso di questi 27 anni, con l’aiuto di tanti benefattori, abbiamo realizzato 82 opere fra centri di accoglienza, pozzi, asili, scuole, ambulatori e mense, avviato progetti per il rilancio dell’agricoltura.

Oggi sono qui per parlarvi delle adozioni a distanza.

In Etiopia collaboriamo con i frati cappuccini, numerose diocesi locali ed altre confraternite religiose dislocate in tutto il territorio. Attraverso il loro aiuto e ai sussidi delle adozioni a distanza distribuiamo un pasto al giorno a più di 35000 bambini.

Secondo le stime ufficiali dell’UNICEF, in Africa muoiono ogni anno 5 milioni di bambini al di sotto dei sei anni di età: 1 ogni 7 secondi.

Per fare un paragone ogni giorno nel mondo muoiono di fame circa 170.000 persone, di queste, 13.500, sono bambini dell’Africa.

E’ la strage più grande che esiste sul pianeta, “la strage degli innocenti” come l’aveva definita il Santo Padre Giovanni Paolo II.

In Africa quando il cibo o l’acqua non sono sufficienti per tutta la famiglia, le mamme sono costrette a dare quel poco che hanno ad un unico figlio, a discapito degli altri, condannandoli così a morte sicura.

Le mamme che non hanno ancora il sussidio fanno la fila fuori delle missioni, implorano di aiutare anche i loro figli, “Non lasciateli morire” ci dicono.

Forse qualcuno si chiederà che colpa ne abbiamo noi? Nessuna. Non abbiamo colpe. Eppure ognuno di noi dovrebbe chiedersi cosa posso fare io? Non possiamo far finta di niente pensando che non possiamo cambiare il mondo, che tocchi ad altri, alla Chiesa, ai governi, ai politici. Così facendo diamo ascolto al nostro egoismo.

Come cristiani e come figli di Dio abbiamo l’obbligo di aiutare queste piccole anime. Sono nostri fratelli.

“Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” ci insegna Gesù.

Per adottare un bambino a distanza bastano 15 euro al mese, 50 centesimi al giorno. Sono sufficienti per garantirgli le cure mediche di base e un pasto al giorno.

Vorrei ricordare ancora le parole che pronunciò Giovanni Paolo II, mentre teneva in mano la foto di un bambino etiope con uno sguardo triste: “gli occhi dei bambini africani giudicheranno il mondo”.

Nel nome di Gesù e di Maria che vi ricompenseranno per i vostri gesti di amore, in nome di tutti i bambini etiopi, desidero ringraziare tutti quelli che decideranno di fare un’adozione a distanza.

Per informazioni e adesioni al “Progetto Etiopia” rivolgersi all'ufficio parrocchiale.

 

Rocco Surace 

Lì, Sabato 10 e domenica 11 Aprile 2010

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