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PostHeaderIcon PELLEGRINAGGIO A CASTELMONTE 2014

News

DOMENICA 5 OTTOBRE 2014

PELLEGRINAGGIO A CASTELMONTE

CASTELMONTE-dscn1935

ore 08.45 ritrovo a PURGESSIMO (3 km dopo Carraria, sulla destra) nel piazzale accanto alla Chiesa

ore 09.00 inizio del cammino verso il Santuario

Il percorso del pellegrinaggio sarà vissuto in un clima di preghiera e accompagnato da riflessioni e canti.
Il ritmo della salita sarà tale da favorire la presenza di tutti quelli che possono camminare.

ore 10.30 partenza della corriera dalla parrocchia
prenotarsi entro il 30 settembre in ufficio

ore 12.15 incontro nel piazzale di tutti i parrocchiani per avviarsi processionalmente al Santuario
(anche quelli che hanno raggiunto Castelmonte con mezzi propri e/o con la corriera)

ore 12.30 celebrazione della S. Messa

A seguire pranzo al sacco.

ore 15.00 partenza per Udine del gruppo salito in corriera.

Il pellegrinaggio si farà anche in caso di brutto tempo

In parrocchia la S. Messa delle ore 10.15 è sospesa

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PostHeaderIcon Avvisi 28 settembre 2014

News

AVVISI PARROCCHIALI
CASTELMONTE-dscn1935

INCONTRI PER I RAGAZZI DELLE SUPERIORI

Lunedì 29 settembre alle 19.00 iniziano gli incontri per i ragazzi delle superiori.

INCONTRO DEL GRUPPO LITURGICO

Martedì 30 settembre alle ore 20.45 incontro del gruppo liturgico.

INCONTRO GRUPPO MISSIONARIO

Giovedì 2 ottobre alle 20.45 incontro del gruppo missionario con all’ordine del giorno: attività missionaria 2014/2015, veglia missionaria diocesana in programma a San Marco il 17 ottobre c.a. con l'Arcivescovo, visita del Vescovo etiope mons. Muisè a novembre. Tutti sono invitati a partecipare.

PRIME PROVE PER L’SGC

Sabato 4 ottobre alle ore 15.00 in sala Comelli prime prove per lo Sbrego Gospel Choir

INCONTRI CATECHISMO

Ricordiamo che sono già iniziati gli incontri di catechismo per le elementari e per le medie.

PELLEGRINAGGIO PARROCCHIALE A CASTELMONTE

Domenica 5 ottobre tradizionale pellegrinaggio parrocchiale a Castelmonte.

Il programma dettagliato è sul sito. Per chi volesse salire in corriera è necessario prenotarsi presso l’ufficio parrocchiale.

Ricordiamo già da ora che, in parrocchia, la S. Messa delle ore 10.15 non sarà celebrata.

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​Sul sito il testo integrale della lettera pastorale ​​dell'arcivescovo ​​"Rimanete nel mio amore"​

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PostHeaderIcon LETTERA PASTORALE 2014-2015

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Rimanete-nel-mio-amore«Rimanete nel mio amore»: la Lettera Pastorale per l'anno della Carità

Giovedì 18 settembre, in una conferenza stampa a Castellerio, l'Arcivescovo ha presentato la nuova lettera Pastorale dal titolo «Rimanete nel mio amore». Sarà il testo-guida per l'anno pastorale dedicato alla virtù della Carità.

«Il primo programma della Chiesa è quello di riaccendere nei cuori l’amore». Così l’Arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, in conferenza stampa a Castellerio per la presentazione della sua nuova lettera pastorale «Rimanete nel mio amore» incentrata sulla virtù della Carità, tema dell’Anno pastorale ormai alle porte. E siccome la carità, l’amore, sono pratici, si fanno –  «e corriamo il rischio di avere la presunzione di sapere che cosa vuol dire amare» ha evidenziato l’Arcivescovo - «la prima parte della lettera pastorale è dedicata al fare, e al contempo all’imparare e per imparare ci vuole un buon maestro. I cristiani hanno Gesù che ha detto loro “Rimanete nel mio amore” . Do dunque alcune indicazioni per capire che cosa voglia dire guardare a Gesù e scoprire l’amore. Indico, a questo scopo, i segni dell’amore: prima di tutto i bambini». «Il bambino nasce  con un “marchio di fabbrica” - ha spiegato mons. Mazzocato -: l’essere stato chiamato alla vita per amore, è questo il presupposto che ogni bambino ha nel cuore» e che naturalmente attende di trovare risposta. Un segno positivo sta nell’esempio di tanti cristiani che avendo accolto nel cuore l’amore di Gesù danno frutti d’amore donandosi con gratuità e fedeltà.

Allegati:
 

PostHeaderIcon OMELIA REDIPUGLIA

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OMELIA REDIPUGLIA

Avvenire-papa-redipuglia20140913

Dopo aver contemplato la bellezza del paesaggio di tutta questa zona, dove uomini e donne lavorano portando avanti la loro famiglia, dove i bambini giocano e gli anziani sognano… trovandomi qui, in questo luogo, vicino a questo cimitero, trovo da dire soltanto: la guerra è una follia.

Mentre Dio porta avanti la sua creazione, e noi uomini siamo chiamati a collaborare alla sua opera, la guerra distrugge. Distrugge anche ciò che Dio ha creato di più bello: l’essere umano. La guerra stravolge tutto, anche il legame tra i fratelli. La guerra è folle, il suo piano di sviluppo è la distruzione: volersi sviluppare mediante la distruzione!

La cupidigia, l’intolleranza, l’ambizione al potere… sono motivi che spingono avanti la decisione bellica, e questi motivi sono spesso giustificati da un’ideologia; ma prima c’è la passione, c’è l’impulso distorto. L’ideologia è una giustificazione, e quando non c’è un’ideologia, c’è la risposta di Caino: “A me che importa?”. «Sono forse io il custode di mio fratello?» (Gen 4,9). La guerra non guarda in faccia a nessuno: vecchi, bambini, mamme, papà… “A me che importa?”.

Sopra l’ingresso di questo cimitero, aleggia il motto beffardo della guerra: “A me che importa?”. Tutte queste persone, che riposano qui, avevano i loro progetti, avevano i loro sogni…, ma le loro vite sono state spezzate. Perché? Perché l’umanità ha detto: “A me che importa?”.

Anche oggi, dopo il secondo fallimento di un’altra guerra mondiale, forse si può parlare di una terza guerra combattuta “a pezzi”, con crimini, massacri, distruzioni…

Ad essere onesti, la prima pagina dei giornali dovrebbe avere come titolo: “A me che importa?”. Caino direbbe: «Sono forse io il custode di mio fratello?».
...
 

PostHeaderIcon PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA

Archivio Parrocchia

 SULLE TRACCE DI CRISTO
PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA

tutte le foto QUI

sicomoro-zaccheo 1 GIORNO giovedì 21/08/14: COME ZACCHEO: PER CURIOSITA' E DESIDERIO 
All'arrivo incontro con la guida e con il pullman e partenza per Gerico.

 

PostHeaderIcon NON SI FA LA GUERRA IN NOME DI DIO

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«Non si fa la guerra in nome di Dio»
Angelus 10 agosto 2014

papa660 300Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Il Vangelo di oggi ci presenta l’episodio di Gesù che cammina sulle acque del lago (cfr Mt 14,22-33). Dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci, Egli invita i discepoli a salire sulla barca e a precederlo all’altra riva, mentre Lui congeda la folla, e poi si ritira tutto solo a pregare sul monte fino a tarda notte. E intanto sul lago si leva una forte tempesta, e proprio in mezzo alla tempesta Gesù raggiunge la barca dei discepoli, camminando sulle acque del lago. Quando lo vedono, i discepoli si spaventano, pensano a un fantasma, ma Lui li tranquillizza: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!» (v. 27). Pietro, col suo tipico slancio, gli chiede quasi una prova: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque»; e Gesù gli dice «Vieni!» (vv. 28-29). Pietro scende dalla barca e si mette a camminare sulle acque; ma il vento forte lo investe e lui comincia ad affondare. Allora grida: «Signore, salvami!» (v. 30), e Gesù gli tende la mano e lo solleva. Questo racconto è una bella icona della fede dell’apostolo Pietro. Nella voce di Gesù che gli dice: «Vieni!», lui riconosce l’eco del primo incontro sulla riva di quello stesso lago, e subito, ancora una volta, lascia la barca e va verso il Maestro. E cammina sulle acque! La risposta fiduciosa e pronta alla chiamata del Signore fa compiere sempre cose straordinarie. Ma Gesù stesso ci ha detto che noi siamo capaci di fare miracoli con la nostra fede, la fede in Lui, la fede nella sua parola, la fede nella sua voce. Invece Pietro comincia ad affondare nel momento in cui distoglie lo sguardo da Gesù e si lascia travolgere dalle avversità che lo circondano. Ma il Signore è sempre lì, e quando Pietro lo invoca, Gesù lo salva dal pericolo.
 
Nel personaggio di Pietro, con i suoi slanci e le sue debolezze, viene descritta la nostra fede: sempre fragile e povera, inquieta e tuttavia vittoriosa, la fede del cristiano cammina incontro al Signore risorto, in mezzo alle tempeste e ai pericoli del mondo. È molto importante anche la scena finale. «Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a Lui, dicendo: “Davvero tu sei Figlio di Dio”!» (vv. 32-33). Sulla barca ci sono tutti i discepoli, accomunati dall’esperienza della debolezza, del dubbio, della paura, della «poca fede». Ma quando su quella barca risale Gesù, il clima subito cambia: tutti si sentono uniti nella fede in Lui. Tutti piccoli e impauriti, diventano grandi nel momento in cui si buttano in ginocchio e riconoscono nel loro maestro il Figlio di Dio.

Quante volte anche a noi accade lo stesso! Senza Gesù, lontani da Gesù, ci sentiamo impauriti e inadeguati al punto tale da pensare di non potercela fare. Manca la fede! Ma Gesù è sempre con noi, nascosto forse, ma presente e pronto a sostenerci.

Questa è una immagine efficace della Chiesa: una barca che deve affrontare le tempeste e talvolta sembra sul punto di essere travolta. Quello che la salva non sono le qualità e il coraggio dei suoi uomini, ma la fede, che permette di camminare anche nel buio, in mezzo alle difficoltà.

La fede ci dà la sicurezza della presenza di Gesù sempre accanto, della sua mano che ci afferra per sottrarci al pericolo. Tutti noi siamo su questa barca, e qui ci sentiamo al sicuro nonostante i nostri limiti e le nostre debolezze. Siamo al sicuro soprattutto quando sappiamo metterci in ginocchio e adorare Gesù, l’unico Signore della nostra vita.

A questo ci richiama sempre la nostra Madre, la Madonna. A lei ci rivolgiamo fiduciosi.

Dopo l'Angelus

 
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