DI NUOVO LA GRANDE NOTIZIA

IL NATALE

Nascita di Gesù

Vale ancora la pena ricordarcelo, ridircelo?
Certo, perché non c’è nulla di più grande, importante, bello, risolutivo, atteso e necessario alla vita di ciascuno di noi.

Può succedere che cada un ponte e si porti via più di quaranta persone … che una ragazzina udinese sedicenne che cercava felicità resti fulminata da un’overdose … che una tempesta abbatta gli alberi e devasti l’ambiente … eppure, anche se notizie da prima pagina, non sono queste le notizie che ogni uomo attende, perché ciascuno di noi attende qualcosa, qualcuno, che possa, di nuovo, oppure per la prima volta, scaldare il cuore con bellezza e libertà.

E’ successo!
E il Natale ci aiuta a rifarne memoria perché possa di nuovo accadere.
In un tempo in cui è diventato facile evadere dalla vita in mille modi, che Gesù possa venire, sconvolgere e colpire al cuore facendo riscoprire e rivivere una umanità sempre più smarrita, questa è la vera notizia, tornata novità radicale come lo era agli inizi …

Il grande teologo tedesco Karl Adam ne era totalmente stupito:
«Si conoscevano sì, antichi e nuovi misteri in cui si trattava di salvatori divini che soffrono e muoiono. Ma la fede cristiana in un Dio unico non parlava di miti siffatti.
I cristiani non volevano saperne di questi sogni. Con tutta serietà professavano la loro fede in un carpentiere di Nazaret, in un uomo vissuto poco tempo innanzi, crocifisso come un malfattore da Ponzio Pilato.
Essi confessavano: «Quest’uomo è il Salvatore divino». Tutto ciò costituiva per i pagani qualcosa di incredibile, una inaudita follia e stoltezza.
Se la commovente realtà, la singolarità di quell’avvenimento indicibilmente sublime della vita di Gesù non si fosse manifestata con evidenza sul suolo di Galilea, nessun cervello umano avrebbe mai potuto pensare una tal vita, nessuna ingegnosità avrebbe mai potuto comporla. Il Cristo non ha potuto essere inventato.
E realmente non poteva essere inventato questo Figlio di Dio, che in croce grida: «Dio mio, Dio mio, perché Tu Mi hai abbandonato?» Impossibile è inventare questo Tutto-Santo, questo solus sanctus ch’è compagno del pubblicano e del peccatore, che si lascia coprire di profumi da una ragazza malfamata.
Chi avrebbe saputo inventare questo Risorto, questo Signore della gloria, che bacia il traditore, che tace quando gli si sputa in volto?
E noi, noi figli del secolo ventesimo, noi europei avremmo forse potuto abituarci a questa idea del Salvatore?
Non è egli forse rimasto anche per noi, oggi ancora, l’Essere totalmente diverso, l’unico, l’estremo?
Certamente no: quest’idea del Messia dei Vangeli non ha origine terrestre.
E’ impossibile spiegarla adducendo paralleli dalla storia delle religioni, o piuttosto impossibile eliminarla.
Davvero Gesù è il nostro destino, la nostra crisis, il nostro giudizio.
Abbiamo dinanzi i documenti: i testimoni sorgono e parlano.
Dobbiamo vedere. 
Non possiamo chiudere l’orecchio».
«Signore, rendi docile il cuor nostro alle tue testimonianze!».

Buon Natale!

don Carlo Gervasi

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